Sono un Alcolista Anonimo
Ieri ho festeggiato la Pasqua con amici, moglie e figli. Una bella serata, cena, musica, quattro chiacchere, insomma tanta gioia e allegria. Poi, piano piano, si è fatto avanti un pensiero: un bicchiere di vino non fa male di certo….La mente ha cominciato a correre su un binario fin troppo noto.
Aspetto che vadano a letto tutti e poi: si, faccio così, nessuno lo saprà, mia moglie si fida ora, ci sono bottiglie e bicchieri con ancora vino dentro. Domani dico che le ho versate nel lavandino, un gioco da ragazzi per una “vecchia volpe” come me.
Non ho neanche pensato di alzare il telefono o di leggere il mio Primo Passo, o di contare fino a cento, come mi è stato suggerito milioni di volte in A.A.
Ecco dunque che, dopo innumerevoli 24 ore di recuero, di Passi, di riunioni, in pochi secondi mi son dimenticato di essere malato.
Ancora sono in grado di negare che, se bevo un bicchiere, finirò in un posto che conosco troppo bene e che sto facendo di tutto per evitare. Forse è l’unica malattia che si nega di avere.
Il pensiero si era fissato bene nella mia mente ed ero ormai sicuro e pronto a farmi un bicchiere; poi il taxi per gli amici non arriva e io, forse per mandarli via il più presto possibile, mi sono offerto di dargli un passaggio. Mentre guidavo, ho visto gente sui marciapiedi stare male, barcollare, ridere, piangere.
Ecco che, piano piano, il mio pensiero sparisce e la determinazione di non bere subentra violentemente. Intervento di un Potere Superiore? Forse. Ricordo solo le parole di un amico alcolista: “..in A.A. le coincidenze non esistono.”
Tornato a casa, al vino non ci pensavo più. In camera, ho fatto la mia lista delle gratitudini, ringraziato il Gruppo A.A. per un altro giorno sobrio e pregato per gli alcolisti là fuori, che ancora soffrono per questa malattia che a volte dimentico di avere.
E anche stamattina mi sono svegliato sobrio!|
Aspetto che vadano a letto tutti e poi: si, faccio così, nessuno lo saprà, mia moglie si fida ora, ci sono bottiglie e bicchieri con ancora vino dentro. Domani dico che le ho versate nel lavandino, un gioco da ragazzi per una “vecchia volpe” come me.
Non ho neanche pensato di alzare il telefono o di leggere il mio Primo Passo, o di contare fino a cento, come mi è stato suggerito milioni di volte in A.A.
Ecco dunque che, dopo innumerevoli 24 ore di recuero, di Passi, di riunioni, in pochi secondi mi son dimenticato di essere malato.
Ancora sono in grado di negare che, se bevo un bicchiere, finirò in un posto che conosco troppo bene e che sto facendo di tutto per evitare. Forse è l’unica malattia che si nega di avere.
Il pensiero si era fissato bene nella mia mente ed ero ormai sicuro e pronto a farmi un bicchiere; poi il taxi per gli amici non arriva e io, forse per mandarli via il più presto possibile, mi sono offerto di dargli un passaggio. Mentre guidavo, ho visto gente sui marciapiedi stare male, barcollare, ridere, piangere.
Ecco che, piano piano, il mio pensiero sparisce e la determinazione di non bere subentra violentemente. Intervento di un Potere Superiore? Forse. Ricordo solo le parole di un amico alcolista: “..in A.A. le coincidenze non esistono.”
Tornato a casa, al vino non ci pensavo più. In camera, ho fatto la mia lista delle gratitudini, ringraziato il Gruppo A.A. per un altro giorno sobrio e pregato per gli alcolisti là fuori, che ancora soffrono per questa malattia che a volte dimentico di avere.
E anche stamattina mi sono svegliato sobrio!|